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  • Focus economia

    Attacchi hacker ai supermercati, vertice a Palazzo Chigi: "Nessun allarme e impatto limitato, colti solo impianti obsoleti"

    03/11/2026
    La serie di attacchi hacker che ha preso di mira i sistemi di refrigerazione commerciale in Europa (Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia e Svezia e in Francia lo scorso 12 ottobre) ha toccato anche l'Italia, con episodi registrati in Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia e Sardegna, dove alcune catene di supermercati hanno subito la manomissione notturna dei banchi frigo. In queste incursioni, condotte a distanza violando i software di controllo, i pirati informatici hanno modificato digitalmente i parametri termici dei banchi frigo durante la notte, alzando le temperature e provocando il conseguente deperimento degli alimenti conservati. Tuttavia, in seguito al vertice d'urgenza a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, i vertici dei servizi segreti e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), il governo ha voluto ridimensionare i toni, assicurando che "non vi è alcun allarme, che l'impatto nel Paese è stato limitato e che sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull'intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole". Ne parliamo con Cataldo Basile, docente di cybersecurity al Politecnico di Torino e alla Scuola Master.
    La manovra entra nel vivo, polemiche su scuola e pensioni
    In attesa che la manovra arrivi in aula non mancano le polemiche. Una delle più rumorose ha a che fare con la scuola. Settemila tagli nel personale della scuola, di cui 5 mila docenti: quella annunciata nella legge di Bilancio. Ma da dove nascono quei numeri? Tutto ha inizio dal cosiddetto «inverno demografico»: come spiegano le proiezioni della Fondazione Agnelli su dati Istat, da qui al 2040, neanche 15 anni, ci saranno due milioni di studenti in meno. Un cambiamento in atto da tempo: ogni culla vuota si traduce in un banco vuoto nel futuro, ogni banco vuoto in una cattedra vuota. «La demografia non mente, due milioni di studenti in meno negli ultimi 10 anni significano più di 150 mila cattedre in meno — spiega il presidente della Fondazione Andrea Gavosto — Dal 2025 al 2030, sostanzialmente la riduzione della popolazione fra 3 e 18 anni sarà di 796.000 bambini/ragazzi, circa il 10% in meno. La manovra stima un risparmio da 2,6 miliardi nel triennio, sostanzialmente pari al fondo accantonato per la flessibilità in uscita che la Lega chiede di utilizzare per la nuova «quota 100», basandosi sul tasso d’inflazione al 2,8% indicato dall’ultimo programma di finanza pubblica. Ma l’accelerata d’autunno ha già portato la media mensile al 3,14% e l’inflazione acquisita a ottobre al 3,4%, e un’occhiata alle dinamiche di fine 2025 suggerisce che il tasso annuale sarà anche più alto. La riduzione della spesa statale garantita dal taglio all’indicizzazione è proporzionale all’aumento dei prezzi, quindi potrà rivelarsi molto superiore a quella messa in preventivo. Ma nei conti dei pensionati, ovviamente, questo risparmio pubblico si traduce in una minore entrata privata. Di quanto? La tabella pubblicata qui sopra propone una stima basata sull’inflazione al 3,4% raggiunta fin qui, e incrocia l’effetto negativo della nuova indicizzazione con quello positivo del taglio Irpef. Confermando che le due grandezze sono imparagonabili. Il commento è di Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore
    Usa, Midterm: tra carovita e rivolta contro i data center Trump rischia il congresso
    Si vota oggi, 3 novembre, negli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato, con Donald Trump che arriva all'appuntamento elettorale con un consenso in calo e il rischio di perdere la maggioranza repubblicana al Congresso. Gli americani sono chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi del Senato. I democratici puntano alla riconquista di entrambe le Camere, mentre i repubblicani devono difendere una maggioranza al Senato di 53 seggi contro 47. Secondo l'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos, il gradimento di Trump è sceso al 32%, vicino al minimo storico. A pesare sul presidente sono soprattutto il carovita e la guerra con l'Iran, che hanno messo sulla difensiva i repubblicani anche negli Stati conquistati largamente nel 2024. L'ultimo sondaggio del New York Times e della Siena University vede i candidati democratici avanti in tutte e sette le sfide senatoriali esaminate, anche se diversi confronti restano entro i margini d'errore. Una sconfitta repubblicana potrebbe limitare la sua capacità di approvare nuove leggi e aprire una stagione di scontro con il Congresso. Al centro della campagna elettorale è tornata soprattutto l'economia, con due parole chiave: affordability e data center. Interviene Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
  • Focus economia

    Sanità nella bufera: Gimbe boccia i fondi, allarme delle Regioni e sindacati in sciopero

    02/11/2026
    La manovra finanziaria apre un aspro scontro politico e sociale sulla sanità pubblica, finita al centro delle polemiche insieme a scuola e pensioni. Sebbene il governo rivendichi la crescita del Fondo sanitario nazionale, che nel 2027 toccherà il record di 146,3 miliardi di euro, l'analisi della Fondazione Gimbe evidenzia che l'incidenza della spesa sanitaria rispetto al Pil è destinata a calare progressivamente, scendendo sotto la soglia del 6% dal 2028 per arrivare al 5,87% nel 2029. Come sottolinea il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, "il numero dei miliardi, da solo, non racconta tutta la realtà", poiché "dopo quattro anni, e ormai alla fine della legislatura, il rilancio del Ssn non è mai diventato una vera priorità politica". "A fronte degli oltre 18 miliardi richiesti dalle Regioni - denuncia GIMBE -, la legge di Bilancio prevede un aumento del Fondo di soli 7,1 miliardi nel triennio 2027-2029. La situazione finanziaria è resa ancora più complessa dal fatto che gran parte delle nuove risorse è rigidamente vincolata a interventi specifici, come l'aggiornamento delle tariffe ospedaliere, le indennità per i pronto soccorso, le misure per l'Alzheimer e i fondi per ridurre le liste d'attesa. Di conseguenza, la quota di denaro lasciata alla libera disponibilità delle Regioni si riduce a poche centinaia di milioni, facendo avvertire a Cartabellotta che "le Regioni devono garantire i servizi con margini finanziari sempre più ristretti, scaricando sui cittadini una quota crescente del costo delle cure". Le reazioni del mondo politico e sindacale non si sono fatte attendere. Dal fronte delle Regioni, l'assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso ha definito i tagli e i vincoli previsti "davvero insostenibili per tutte le Regioni e anche per noi", pur puntando il dito contro "anni precedenti che sono stati davvero sciagurati da questo punto di vista", citando il Superbonus e il reddito di cittadinanza. Il commento di Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore.
    Anteo Impresa Sociale e Coopselios acquisiscono Welfare Italia: circa 1.000 posti letto tra Lombardia ed Emilia-Romagna
    Anteo Impresa Sociale e Coopselios, due tra le maggiori realtà italiane del terzo settore nei servizi alla persona (secondo il Rapporto Terzo Settore 2024 dell’Osservatorio Generali, il valore economico prodotto complessivamente dalle organizzazioni non profit italiane si stima attorno agli 84 miliardi di euro annui, corrispondenti a circa il 4,4% del PIL nazionale), hanno perfezionato il 28 ottobre 2026 l'acquisizione del controllo di Welfare Italia S.p.A., holding di un gruppo di 12 residenze sanitarie assistenziali (RSA) e strutture sociosanitarie per quasi 1.000 posti letto, concentrate tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Il 76,68% del capitale è stato rilevato da Par.Co S.p.A., Finanza Cooperativa e Fin4Coop. L'operazione ha un valore complessivo di circa 48 milioni di euro. L'acquisizione è realizzata attraverso Mutual Care S.p.A., veicolo partecipato in parti uguali dalle due cooperative, con una contestuale riorganizzazione societaria del gruppo. L'operazione è il primo tassello di una piattaforma industriale di investimento nel settore sociosanitario promossa dai due gruppi. È finanziata da un pool guidato da Intesa Sanpaolo, in qualità di banca agente e arranger, con Crédit Agricole Italia e le banche del Gruppo BCC Iccrea, insieme a Fin4Coop – Finanza per le Cooperative. Con questa acquisizione i due gruppi avviano un progetto industriale di lungo periodo per consolidare e sviluppare l'offerta di servizi sociosanitari, in risposta all'invecchiamento della popolazione e alla crescente domanda di assistenza. La piattaforma punta a coniugare scala industriale, qualità e continuità dell'assistenza e sostenibilità economica, mantenendo saldi il radicamento territoriale e la vocazione sociale dei promotori. La continuità gestionale delle strutture è assicurata dagli operatori del gruppo. Ne parliamo con Matteo Tempia Valenta, Amministratore Delegato di Anteo Impresa Sociale.
    La manovra entra nel vivo, polemiche su scuola e pensioni
    Inizieranno giovedì le audizioni delle principali istituzioni in vista del voto alla Camera sul disegno di legge di bilancio per il 2027, contenente provvedimenti per 26 miliardi di euro. I parlamentari ascolteranno i pareri dell'Istat, della Banca d'Italia, delle parti sociali e delle categorie economiche, fino all'intervento conclusivo del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Il termine per la presentazione degli emendamenti dovrebbe essere il 17 novembre. In attesa che la manovra arrivi in aula non mancano le polemiche. Una delle più rumorose ha a che fare con la scuola. Settemila tagli nel personale della scuola, di cui 5 mila docenti: quella annunciata nella legge di Bilancio. Ma da dove nascono quei numeri? Tutto ha inizio dal cosiddetto «inverno demografico»: come spiegano le proiezioni della Fondazione Agnelli su dati Istat, da qui al 2040, neanche 15 anni, ci saranno due milioni di studenti in meno. Un cambiamento in atto da tempo: ogni culla vuota si traduce in un banco vuoto nel futuro, ogni banco vuoto in una cattedra vuota. «La demografia non mente, due milioni di studenti in meno negli ultimi 10 anni significano più di 150 mila cattedre in meno — spiega il presidente della Fondazione Andrea Gavosto — Dal 2025 al 2030, sostanzialmente la riduzione della popolazione fra 3 e 18 anni sarà di 796.000 bambini/ragazzi, circa il 10% in meno. L'altro dossier caldo sono le pensioni. Il taglio all'indicizzazione delle pensioni è in formato maxi, proporzionale alle prospettive dell'inflazione evocate dal +5,4% indicato dalla stima preliminare dell'Istat. E serve a rafforzare una struttura delle coperture che poggia sul pilastro altrettanto robusto della cura fiscale rivolta a banche, assicurazioni e società dell'energia. Facciamo il punto con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.
  • Focus economia

    Intel affonda a Wall Street, -26%. Pesante anche Amazon, -5,6% ++

    30/10/2026
    Intel e Amazon in calo a Wall Street. Intel perde il 26% all'avvio delle contrattazioni, mentre Amazon cede il 5,6%. Intel sconta la pubblicazione di previsioni deboli per il trimestre in corso, che indicano un rallentamento nel settore dei Pc: i ricavi della divisione client computing e intelligenza artificiale dell'azienda sono diminuiti del 5% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, attestandosi a 8,1 miliardi di dollari. Amazon, invece, ha riportato utili e ricavi per il terzo trimestre inferiori alle aspettative di Wall Street. La società ha inoltre registrato un flusso di cassa disponibile negativo pari a 42,4 miliardi e ha confermato le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, fissate a 220 miliardi di dollari. Anche SanDisk registra in avvio un calo pesante, intorno al 9%, malgrado i dati del primo trimestre fiscale abbiano superato le stime. L'azienda, attiva nel settore dell'archiviazione dati, ha annunciato un frazionamento azionario nel rapporto di otto a uno. Più in generale, l'intero comparto dei produttori di chip è finito sotto pressione: Advanced Micro Devices cede il 10%, mentre titoli come Nvidia e Broadcom accusano flessioni, rispettivamente, del 3% e del 4%. Mentre gli investitori hanno ridotto le esposizioni sul settore tecnologico, i comparti difensivi, come i beni di consumo di base e l'assistenza sanitaria, hanno beneficiato di rialzi. Facciamo il punto con Vittorio Carlini, Il Sole 24 Ore.
    Inflazione a ottobre sale ancora: 5,4%. Record da agosto 2023
    A ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre) su base annua, tornando al livello registrato ad agosto 2023. Mentre +0,9% è il dato su base mensile. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare (il dato definitivo sarà diffuso il 17 novembre). Gli analisti avevano sì stimato un dato in crescita (+4,7%) ma non a questi livelli. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. Ma in un paese dove il trasporto delle merci avviene soprattutto su gomma, i rincari iniziano ormai a trasmettersi anche agli altri comparti: un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%). Il cosiddetto “carrello della spesa” (cioè i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ma non i carburanti) accelera (da +1,5% a +2,5%), come pure accelera l’indice dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (che invece tiene conto dei carburanti): da +5,2% a +5,8%. L’inflazione di fondo (quella al netto delle componenti più volatili, ovvero i beni energetici e gli alimentari freschi) si attesa a +2,0% (da +1,6%).
    L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, quella che si avrebbe cioè se indice restasse fermo nella restante parte dell’anno, risulta pari al +3,4%. Superata di slancio la recente stima fatta a metà ottobre dall’Fmi (3,3%) per il dato totale del 2026. Il commento di Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.
  • Focus economia

    Ex Ilva si ferma, Cassazione rigetta ricorsi contro stop area a caldo

    29/10/2026
    In 70 pagine di sentenza, la Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, mette la parola fine sull’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, quella costituita da cokerie, altiforni e acciaierie. Sono stati infatti rigettati i ricorsi che Acciaierie d’Italia e Ilva hanno presentato ad agosto contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la fermata dell’area a caldo poiché inquinante e dannosa per la salute. Area a caldo che nei giorni scorsi, avvicinandosi la scadenza (25 ottobre) del decreto dei giudici di Milano, scadenza poi prorogata al 15 dicembre con l’ultimo decreto legge sull’ex Ilva, era stata comunque messa in preriscaldo. Ovvero, zero produzione e impianti solo alimentati dal gas preso dall’esterno. In base a questa condizione, Acciaierie ha anche avanzato una richiesta di cassa integrazione straordinaria per 8.622 unità su un organico di 9.626. Adesso questi impianti, in base al decreto della Corte d’Appello di Milano che resta quindi in vigore, dovranno essere definitivamente fermati. L’area a caldo é la parte più grande dell’ex Ilva di Taranto e anche quella dove ci sono più occupati.I giudici sottolineano che "l'accertamento svolto dai giudici di merito circa la sussistenza dei pericoli 'gravi e rilevanti' che impongono la sospensione dell'attività sia congruamente fondato sulle complessive risultanze istruttorie e informato al principio di precauzione, senza violare il principio di proporzionalità". Tra le motivazioni della decisione viene anche richiamata l'evoluzione della direttiva Ue 2024/2881 "relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (riifusione)", che "fissa parametri ancora più severi in tema di particolato (PM10 e PM2,5), sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo". Il commento di Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto.
    La Bce lascia i tassi fermi. Intanto la Lagarde annuncia che lascia nel 2027
    La Bce ha lasciato i tassi d'interesse fermi: il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione era largamente attesa dagli investitori. "Le condizioni di finanziamento si sono inasprite dall'ultima riunione del Consiglio direttivo ed è probabile che questo inciderà sull'inflazione e sulla crescita". Lo dice la Bce in un comunicato dopo la decisione di lasciare i tassi invariati. "Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l'inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase" sottolinea l'istituto centrale. Lagarde é francese e si vociferava potesse lasciare prima per impegnarsi nella politica del suo Paese nel difficile anno delle elezioni presidenziali. Ma é probabile che accetti invece l'incarico di presidente del World Economic Forum e succeda al fondatore, Klaus Schwab. Poco prima che arrivasse la decisione della Bce, la presidente della Bce, Christine Lagarde ha annunciato sui social che lascerà la guida dell'Istituto dal prossimo 7 febbraio. Secondo diverse ricostruzioni l’irritazione nelle cancellerie europee è palpabile: le dimissioni della presidente prima della scadenza naturale di ottobre sono considerate un regalo di Lagarde al presidente francese uscente Emmanuel Macron, che vuole evitare che il prossimo numero uno dei guardiani dell’euro sia scelto da Marine Le Pen, leader di destra del Rassemblement national e favorita nei sondaggi per le presidenziali del 2027. Sul possibile successore di Lagarde si sono cristallizzati due nomi, nella ridda degli ultimi mesi: gli ex governatori delle banche centrali olandese e spagnola, Klaas Knot e Pablo Hernandez de Cos. Entrambi hanno incontrato il cancelliere Friedrich Merz nelle scorse settimane. E per la Germania si pone il problema che pur essendo “l’azionista di maggioranza” della Bce, non ha mai espresso un presidente. Perciò Berlino sta puntando a conquistare la poltrona del capoeconomista o quella di consigliere con la delega sui mercati. Ne parliamo con Franco Bruni, professore emerito del dipartimento di Economia dell’Università Bocconi, dirige l'Osservatorio Europa e Governance Globale dell'ISPI.
    Mps, bocciato il piano Lovaglio: no all’Ops su BancoBpm e Banca Generali, addio alla fusione con Mediobanca
    L'assemblea di Mps ha bocciato la proposta di fusione tra Mediobanca e il Monte dei Paschi di Siena. La delibera, per la cui approvazione sarebbero serviti i due terzi dei voti, ha raccolto il voto contrario del 63,65% del capitale presente, quello favorevole del 32,91% mentre gli astenuti sono stati il 3,42%. Per effetto della bocciatura della fusione, non verrà trattato il secondo punto all'ordine del giorno della parte straordinaria, relativo alle scissioni legate alla fusione, mentre la discussione dei punti 4 e 5 è stata posticipata, in attesa di capire se l'assemblea, in sede straordinaria, intenda ridurre il capitale sociale. A questo punto è stata disposta dal presidente Cesare Bisoni una pausa di mezz'ora dei lavori assembleari. L'esito dell'assemblea segna una battuta d'arresto per la strategia di crescita attraverso acquisizioni e per l'integrazione societaria con Mediobanca, mentre resta da seguire l'evoluzione del risiko bancario e dell'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps. Anche se Lovaglio ha sottolineato in assemblea che il voto "non e' il verdetto finale sul futuro del Monte", ma "solo un passaggio", ricordando che tra l'assemblea e l'obiettivo dichiarato da Intesa resta il vaglio dell'Antitrust. Inoltre Gli azionisti di Mps hanno bocciato anche l'offerta pubblica di scambio su Banca Generali, dopo aver fermato quella su Banco Bpm. I voti contrari sono stati pari al 90,9% del capitale presente, quelli favorevoli pari al 6,66% e gli astenuti pari al 2,41%. La bocciatura delle due offerte sancisce lo stop definitivo al piano dell'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, per resistere all'offerta di Intesa Sanpaolo. Facciamo il punto con Luca Davi - Il Sole 24 Ore.
  • Focus economia

    Focus Economia del 28 ottobre 2026

    28/10/2026
    Facciamo il punto sulle novità della manovra finanziaria.
    Con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore
    Imprese: Unioncamere, chi esporta è il 20% più produttivo
    A parità di dimensione, settore e localizzazione geografica, le imprese esportatrici registrano una produttività del lavoro superiore di circa il 20% rispetto a quelle che non esportano. Già all’inizio dell’attività sui mercati esteri, la produttività aumenta di circa il 6% rispetto a quando l’impresa operava solo sul mercato domestico. È il quadro che emerge dall’indagine condotta nel 2026 da Unioncamere e dal suo Centro studi Tagliacarne su 4.500 imprese, diffusa in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio, a Roma, alla presenza del Vice premier e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani. Ne parliamo con Andrea Prete, presidente di Unioncamere
    ASviS, Italia a marcia indietro su sviluppo sostenibile, meta 2030 si allontana
    Un'Italia molto lontana dall'attuazione dell'Agenda 2030: nel 2025, l'indice che sintetizza la performance rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è sostanzialmente fermo e ben sei Obiettivi registrano un peggioramento rispetto all'anno precedente. Inoltre, il 58% dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appaiono raggiungibili, una percentuale invariata rispetto allo scorso anno, nonostante gli effetti positivi del Pnrr. Inoltre soprattutto in campo ambientale e sociale, le norme e le politiche esistono, ma la loro attuazione è decisamente insufficiente. Sono i punti principali del nuovo Rapporto annuale dell'ASviS, presentato oggi a Roma, che fotografa le condizioni di vita delle persone e soprattutto delle giovani generazioni: 1,1 milioni di minori vivono in famiglie che sono in povertà assoluta; solo il 31,1% dei giovani tra i 25 e i 34 anni è laureato a fronte dell'obiettivo del 45% entro il 2030; la riduzione della dispersione scolastica si accompagna ad un peggioramento delle competenze degli studenti; circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni presentano disagi psicologici e oltre 600mila minori sono seguiti dai Dipartimenti di Salute Mentale. Interviene Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS
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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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